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Finalmente PROFETA IN PATRIA, un Mencia d'Oro 2015

Asciano - Daniele Iacomoni, relatore ad un convegno su Papa GIULIO III


Daniele Iacomoni, dotto e acculturato professore di Liceo, ma meglio conosciuto come appassionato fotografo delle Crete Senesi e Ascianese d'adozione, è stato relatore in un covegno svoltosi a Monte San Savino su storia e personaggi locali.


Salutiamo con piacere il cionvolgimento dell'amico Daniele in attività culturali degati alla sua "Patria d'origine". raramente i personaggi di valore vengono giudicati tali dai propri concittadini, ci auguriamo che questa sua valorizzazione sia solo l'inizio di un giusto "sfruttamento2 delle grandi energie culturali e della instancabile disponibilità che qusto personaggio ci ha fatto scoprire da tempo.


Di seguito una sintesi dei contenuti dell'evento, prodotta da Daniele stesso.
Buona lettura, per chi legge con piacere cose di storia locale.


2018, 15 Giugno - "STORIA DI MONTE S. SAVINO DALLE ORIGINI A GIULIO III"
Il titolo, e la conseguente vastità dell'argomento di questo evento organizzato dall'Associazione 52048 - Orizzonti Comuni, avevano una qual certa pretenziosità che poteva incontrare la diffidenza, o addirittura l'indifferenza, cosa ben peggiore, dei potenziali interessati a questo tris di relazioni sulla storia del paese di Monte San Savino, cioè i savinesi stessi. Contrariamente a quello che si poteva prevedere, invece, oltre settanta persone, peraltro in una serata fresca e senza lusinghe di sorta per la gola, si sono sedute sui gradoni dell'anfiteatro del giardino pensile per ascoltare la sintesi della storia di Monte San Savino dalle origini al tempo di Papa Giulio III che era della famiglia Ciocchi Del Monte, di origini fiorentine ma incardinata nel nostro paese: il palazzo ora sede municipale è appunto la sontuosa dimora rinascimentale di quella famiglia, e lo fece costruire Antonio Maria Ciocchi Del Monte, che fu cardinale e zio paterno del futuro pontefice Antonio. Giulio III però ebbe il merito di aggiungere al meraviglios palazzo di famiglia il giardino pensile, opera sulla quale studiò inizialmente il Vasari ma che fu poi realizzata da Nanni di Baccio Bigio.
Dopo l'introduzione di Niccolò Bennati, Stefania Bearini ha presentato i tre relatori ed i loro temi: il dott. Varo Sonnati: "Dalla preistoria alla caduta dell'impero romano. Evidenze archeologiche nel nostro territorio"; il prof. Giovanni Romanelli: "Alto Medioevo a Monte San Savino: Goti e Longobardi"; lo scrivente: "Papa Giulio III ed il suo tempo". I miei dotti compagni di questa serata hanno presentato parte dei loro studi che hanno effettuato costantemente nell'arco di circa un trentennio e che presto daranno alle stampe. Sonnati, in particolare, si è intrattenuto sulle requentazioni preistoriche nel territorio, con riferimento alle necropoli etrusche, ad antiche fonti e sacelli, alla centuriazione e alle fattorie romane nonché alla viabilità, alla Cassia Adrianea e al fiume Clanis. Densissima anche la relazione di Giovanni Romanelli, molto preciso nei ragguagli anche toponomastici dei nostri luoghi, che tradiscono la presenza dei Longobardi, assai più significativa di quella dei Goti, le cui tracce rimangono anche su molti cognomi assai diffusi nel nostro territorio. Personalmente ho esposto a grandi linee la vicenda umana e la carriera ecclesiastica coromata dal pontificato di Giovanni Ciocchi Del Monte, personaggio double face: se protesse gli artisti, come Michelangelo e Pier Luigi da Palestrina e fu legato pontificio al Concilio di Trento, che poi riaprì durante il suo pontificato, fu però più versato nel diritto canonico che non nella teologia e il suo equilibrismo politico tra l'Impero di Carlo V e la Francia di Enrico II non riuscì ad evitare la guerra che fece richiudere il concilio tridentino che egli stesso aveva riaperto. Era stato eletto Papa nel febbraio 1550 con il nome di Giulio III, le sue posizioni politiche sembravano garantire equidistanza fra l’Impero e la Francia, ma la sua politica fu comunque condizionata dalle esigenze e dalle minacce imperiali. Morì dopo soli cinque anni di pontificato. Grava sulla sua figura il peggior scandalo omosessuale della storia del Papato, per la sua predilezione passionale per un giovanissimo figlio di un certo Angelino, servitore dapprima del nobile Baldovino del Monte e poi di suo fratello cardinale, quando questi, dal 1537 al 1544, era legato pontificio di Parma e di Piacenza. Giulio III aveva conosciuto questo ragazzino, che si chiamava Santino, quando questi aveva tredici anni. Il cardinale Giovanni Maria Ciocchi Del Monte subito se ne era invaghito e aveva barattato la connivenza del padre del ragazzo con consistenti favori e somme di denaro. Portò con sé il giovanissimo Santino a Trento nel 1545 in occasione dell'inaugurazione del Concilio. Nel 1546 il cardinale del Monte, nominato vescovo di Arezzo, concesse a Santino la nomina a preposito del capitolo, ossia di amministratore, della cattedrale di Arezzo, gli assicurò un'istruzione adeguata poi impose al fratello Baldovino di adottarlo per dargli dignità nobiliare: il ragazzo così smise di essere Santino e assunse il nome di Innocenzo del Monte. Il deplorevole comportamento del cardinal Del Monte, già disapprovato dall'ambasciatore veneziano Matteo Dandolo, si accentuò con la sua elezione al pontificato. Giulio III lo accolse nella sua villa di Bagnaia ed il 30 maggio 1550 creò il diciassettenne Innocenzo cardinale con una rendita di 12.000 scudi all’anno. La nomina cardinalizia, alla quale i cardinali non erano d’accordo, suscitò ampio rumore, scandalo, nelle corti Europee. In breve tempo si diffuse la voce che il papa avesse nominato cardinale il suo presunto amante. A causa dei rapporti di sodomia tra Giulio III e Innocenzo, fu soprannominato “Il Papa Infame”. Come se tutto ciò non bastasse, Innocenzo si rilevò uno dei peggiori Cardinali di tutta la storia della Chiesa. Nonostante l'ora tarda per il protrarsi delle relazioni ricche di dati e vicende, ho letto al pubblico, che ha seguito con interesse (tra il quale non c'era nessuno degli amministratori, poiché, come è noto, sono tutti dottissimi) alcune delle caustiche pasquinate che spietatamente mettevano alla frusta la passione di Giulio III per Innocenzo, da cui, tra l'altro, lo divideva un divario d'età di quarantacinque anni.
A ricordo di Giulio III esiste una modesta scultura collocata alla fine degli anni Novanta proprio dopo l'accesso all'anfiteatro del giardino pensile di Palazzo Di Monte: nel suo paese d'origine non gli è stata intitolata né una via, né una piazza, né un'istituzione, quasi per una sorta di "damnatio memoriae" che certo Giovanni Maria Ciocchi Del Monte non fece nulla per evitare.

Le immagini della serata si devono a Milani Giorgio e Maurizio Mugnaioli, che qui si ringraziano sentitamente.

Pagina Facebook dell'evento:
https://www.facebook.com/events/182396232465298/

Il video integrale della serata su Youtube:
https://www.youtube.com/watch?v=R95nn76U_SA&t=1246s



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