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Giovanni BACCONI, Francesco SAVELLI, Agostino SALETTI

Asciano - Tre Ascianesi vittime della BARBARIE e del PENSIERO UNICO


In un momento in cui l'UOMO FORTE al comando riemerge prepotentemente con la GUERRA in UCRAINA, ci si dimentica che la STORIA ha inequivocabilmente dimostrato che le dittature, di ogni genere e colore, hanno sempre portato a repressioni feroci e a numerosi bagni di sangue. Più delle solite chiacchiere generiche, crediamo valga la pena ricordare la storia di tre concittadini, morti a causa di dittature di diverso colore, ma accomunate dall'uso della violenza e la soppressione fisica per eliminare chi NON UBBIDISCE.
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L'esistenza dei tre in sintesi:
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GIOVANNI BACCONI, bracciante agricolo eletto Sindaco
Nato ad Asciano  il 10 novembre 1893
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Giovanni nacque in via Conte Guido da Giuseppe Bacconi e Isolina Landi, ultimo di quattro figli.
Nel Novembre del 1920 il Consiglio Comunale, a grande maggioranza Socialista (16 consiglieri su 20), lo elesse Sindaco di Asciano. La sua attività di primo cittadino durò pochissimo, infatti nella prima metà dell'anno successivo si dimise a seguito della scissione di Livorno fra socialisti e Comunisti, non condividendo le ragioni della rottura. Nonostante il suo ritorno al lavoro di bracciante agricolo, subito dopo la marcia su Roma venne perseguitato, purgato e bastonato per il suo rifiuto ad aderire al Partito Nazionale Fascista. Le continue persecuzioni e percosse subite dalle "camice nere"  e il commissariamento fascista dell'Amministrazione Comunale, lo convinsero a fuggire da Asciano e cercare riparo all'estero. Prima di espatriare, si nascose a lungo nell'entroterra di La Spezia. A Maggio del 1923, ottenuto non sappiamo come il passaporto per la Francia, decise di raggiungere Nizza. In Francia, si arrangiò lavorando come come muratore. Il suo stato fisico, irrimediabilmente compromesso da percosse e stenti subiti negli anni ptecedenti, peggiorò rapidamente e lo portò a morte prematura a 37 anni, esule a Nizza.
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FRANCESCO SAVELLI, Ingegnere minerario e imprenditore
Nato ad Asciano il 27 Settembre 1890
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Francesco, nato ad Asciano da  Guglielma Corazzesi e Sante Savelli, probabilmente benestanti, riuscì a studiare fino a prendere la laura in ingegneria mineraria. In base alla sua specializzazione, si occupò di minerali e miniere in giro per l'Italia fino a scoprire, nel febbraio del 1935, un giacimento di bentonite bianca nell'isola di Ponza. L'attività estrattiva da lui avviata risultò talmente redditizia che alcuni gerarchi fascisti trovarono il sistema di estrometterlo dalla sua azienda. Francesco entrò successivamente nel Partito d'Azione e fu arrestato per compartecipazione alla diffusione di pubblicazioni clandestine il 5 Febbraio 1944 a Roma. Al momento della rappresaglia nazista relativa all'attentato di via Rasella, fu inserito nella lista dei detenuti da fucilare. Così il 24 marzo successivo venne ucciso all'interno delle Cave Ardeatine.
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AGOSTINO SALETTI, Ferroviere
Nato ad Asciano il 7 Marzo1903
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Agostino Saletti era nato ad Asciano da Penelope Cantelli, sorella di Isaia e Nazzareno Saletti, detto Piccione. Diventato ferroviere come aiuto macchinista, prese servizio a Genova e successivamente venne trasferito a Gorizia. Proprio lì, il 31 Maggio1945, venne arrestato da soldati Titini e tradotto a Idria, un paese attualmente appartenente alla Slovenia. Il settembre successivo fu deportato nel CAMPO DI CONCENTRAMENTO di San Vito di Lubiana. Da qui in poi si persero le tracce e quasi sicuramente fu gettato nella vicina FOIBA DI COCEVIE. La sua presunta morte fu ufficializzata poco dopo l'archiviazione del caso a livello giudiziario.

 

Da sinistra, le foto di:

Giovanni Bacconi, Francesco Savelli e Agostino Saletti.



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