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I mostri di ferro e vapore - 1920 circa Asciano
DESCRIPTIVE INFORMATION
Il motore trainante e incontrastato di tutto il trasporto ferroviario č stato, per lunghi anni, rappresentato dalla macchina a vapore. Solo negli anni 30 e 40, comparvero le prime vetture automotrici che in onore del fascio littorio, simbolo del fascismo al potere, furono denominate littorine.
Negli anni ’20, periodo a cui risale questa foto, alla stazione di Asciano poteva capitare di vedere alcune motrici a vapore, parcheggiate su un binario in attesa di entrare in servizio. Da qui, infatti, partivano tre tronconi ferroviari diretti rispettivamente a: Chiusi, Grosseto e Siena,
Cosa curiosa tuttora visibile, la stazione era una delle poche dotate di piattaforma per girare il senso di marcia delle locomotive a vapore. Queste infatti, contrariamente ai locomotori attuali, non erano state concepite per andare indifferentemente nei due sensi di marcia. Ne conseguiva che, arrivate al capolinea, dovevano essere girate per tornare indietro.
In questa foto, fatta per ritrarre i macchinisti ed il personale viaggiante insieme agli addetti della stazione, si vedono ben tre macchine a vapore: una girata in avanti e due girate indietro.
L’unica persona del gruppo, di cui si conosce il nome, č quella dietro tutti in basso con in testa un normale cappello. Si tratta di Ferruccio Giannessi, nonno di Ilio Giannessi.




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