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i colli del territorio centrale di Rapolano sono formati da rocce terziarie ricoperte da banchi di travertino e di ghiaia collegata da un glutine calcareo siliceo.
Fu proprio l'abbondanza di travertino, insieme alla presenza delle rinomate sorgenti idrotermali, che decretò, nei secoli scorsi, la fortuna di Rapolano. L'attività estrattiva è, infatti, testimoniata fin dal secolo XVI, come dimostra un documento datato al 1597 concernente la cava di Noceto che doveva fornire il materiale per Santa Maria in Provenzano. Legata principalmente a commissioni contingenti relative alla costruzione di singoli palazzi, l'estrazione del travertino conobbe il momento di massimo fulgore tra gli ultimi anni dell'Ottocento e i primi del Novecento, per continuare con alterne vicende fino ai nostri giorni.
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