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Tribbiatura di fine ottocento Asciano

Tribbiatura di fine ottocento

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Rarissima foto delle attività agricole di fine 19° secolo della quale non si conosce la provenienza. Questa copia ci è stata consegnata da Alvaro Morletti, insieme ad altre che riguardano il mondo contadino.
L’immagine ci da un'idea di come a quel tempo veniva effettuata la trebbiatura. Da notare che, già allora esistevano le prime rudimentali forme di meccanizzazione del processo.
Infatti allora e per molti anni, la forza motrice per la macchina tribbiatrice veniva fornita da una caldaia a vapore alimentata a legna.
Un'altra cosa caratteristica da notare, è la modalità di gestione della paglia nella costruzione del pagliaio. Non esistendo, ancora, nastri elevatori si usava la pertica per sollevare i fasci della paglia in uscita dalla tribbiatrice.
Per le nostre zone, le attrezzature agricole simbolo della dura vita nei campi, sono, come visto sopra: la tribbiatrice legata al momento della raccolta del grano, prodotto alla base della sussistenza umana locale e il carro trainato da buoi, come mezzo unico ed insostituibile per trasporti di qualsiasi genere, nell’ambito di un podere e fra questo ed il mercato più vicino.

Il carro trainato da buoi, di razza maremmana o chianina, è sopravvissuto da noi fino alla fine degli anni ’60. Oltre ad uno strumento di lavoro quotidiano, il carro simboleggia, meglio di ogni altra cosa, il connubio fra la natura rappresentata dagli animali da lavoro, la vita contadina e l’abilità e professionalità degli artigiani locali: carradori e maniscalchi.

Proprio all’uso, alla costruzione del carro ed agli animali da lavoro che lo trainavano, sarà dedicata in futuro una specifica mostra.

Va ricordato inoltre che, il lavoro e la sussistenza di ogni nucleo contadino, si basava su due specifiche razze di animali:
I buoi, come produttori di forza motrice nel lavoro dei campi e nei trasporti
Il maiale, come formidabile trasformatore di scarti agricoli e casalinghi, in carne ricca e saporita da consumare prevalentemente, nelle stagioni fredde.