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Campanile, Campane e Consolidamenti

Asciano - Una lunga storia di modifiche e interventi urgenti per evitarne il crollo.


Molti antichi edifici hanno una lunga storia da raccontarci, ma quella del campanile di Sant'Agata è particolarmente lunga e complicata. Proprio per questo, ricostruirla e farla riemergere dalle ombre del passato, è risultata un'esperienza molto interessante.


Costruito presumibilmente intorno al 1100, in puro stile romanico e accanto alla pieve allora a croce greca, non subì variazioni fino alla fine del XIII secolo. A quel periodo risalgono due eventi interessanti: il suo inglobamento nelle mura perimetrali della chiesa e la dotazione di una prima grande campana in bronzo, dedicata alla santa protettrice dei Asciano.


Non sappiamo se prima di allora, nel capanile fosse dotato di una campana più piccola, ma quella nuova fu collocata al terzo piano della torre e ancorata a un intelaiatura lignea, saldamente sostenuta da robuste mensole in travertino.


Per oltre tre lunghi secoli il campanile non subì cambiamenti, ma è probabile che abbia già cominciato a manifestare una tendenza a flettere verso sud-ovest. Questo fenomeno, nel tempo, si è accentuato fino a necessitare di un radicale intervento nei tempi moderni recenti, con trivellazioni e iniezioni di cemento sotto le sue fondamenta.


Nonostante questo preoccupante fenomeno, nel 1594 fu deciso il suo innalzamento, in contemporanea con la realizzazione della Torre Civica della Mencia. Questa aggiunta portò alla realizzazione di una nuova cella campanaria, costruita con materiale lapideo disponibile in loco e all’aggiunta di una bella cornice merlata in mattoni. L’unico accorgimento attuato in fase costruttiva, fu un riallineamento verticale della nuova cella campanari, come ancora oggi si può notare osservado il campanine da est.


A seguito di questo intervento, non sappiamo come, la grande campana dedicata a Sant’Agata venne innalzata al piano superiore nella nuova cella. Solo qualche anno dopo e precisamente nel 1600, fu provveduto a tamponare tutte le finestrature su tre lati del campanile, snaturandone definitivamente lo stile originario. L’intervento è spiegabile con l’accentuarsi dell’instabilita della struttura, a causa dell’appesantimento collegato alla sua soprelevazione e all’innalzamento del baricentro sommato alle oscillazioni collegate al suono della campana.


Nonostante questo, nel 1650, venne aggiunta un’altra grande campana dedicata a Santa Lucia, accentuando ulteriormente il carico statico e le vibrazioni del campanile. Ancora, circa 80 anni dopo, forse pensando a un contro bilanciamento della struttua, sulla sua sommintà nord venne aggiunta una piccola cella campanaria a vela per ospitare una campanella dedicata a San Pietro, quella che suona sempre cinque minuti prima dell’inizio di ogni funzione religiosa.

 

Dopo altri 80 anni fu deciso di aggiungere un’ultima campana dedicata al Santissimo Crocifisso. Da allora la struttura campanaria della Basilica non ha più subito variazioni. Non sappiamo se questo sia dovuto alla mancanza di spazio o, più probabilmente, ad una stabilità del campanile sempre più precaria.


Successivamente, a un periodo di apparente trascuratezza dell’intero complesso sacro, dal 1883 partì un complesso restauro della chiesa che comprese anche la costruzione di uno zoccolo di sostegno al campanile. La scarpa in travertino fu realizzzata solo sui due lati soggetti a maggior compressione a causa dell’inclinazione. Questo intervento permise un tamporanea stabilizzazione, fino al radicale intervento degli anni novanta del secolo scorso con le iniezioni di cemento praticate da fuori e da dentro la chiesa, prima dell’ultima ripavimentazione.


Tutta questa storia ci insegna una cosa tanto semplice quanto trascurata: per conservare nel tempo la funzione di una struttura è importante un suo controllo e una sua costante manutenzione: proprio il contrario di quello che succede ogg.: Si fanno importanti opere pubbliche, si inaugurano e ci si dimentica che esistano.



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