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Visione del PASSATO che guarda al FUTURO

Asciano - Riflettiamo sulle scelte da fare per assicurare a noi e i nostri figli un futuro certo


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Un’immagine del treno a vapore che attraversa il nostro bel territorio, ci riporta a ricordi del passato, quando la vita era meno caotica e la mobilità delle persone molto più ridotta.
Subito qualcuno affermerà: “si stava meglio allora di oggi”. 

 

Io che ho viaggiato a lungo in treno, facendo il pendolare da Asciano a Siena e ritorno, non credo proprio che possano paragonarsi i tempi del treno a vapore con le panche di legno per sedersi, e il fumo asfissiante che spesso penetrava dai finestrini, rispetto ai “Minuetto” che oggi coprono la stessa tratta in minor tempo e con maggior comodità.

 

È però vero che il treno è stato una parte della mia vita vissuta e porta con se tanti ricordi. Una cosa su tutte, mi piace sottolineare: le occasioni continue di socializzazione, confronto e talvolta qualche discussione accesa. Comunque sempre un’esperienza di vita sociale molto più ricca di quella vissuta da chi si sposta sempre e comunque in auto contando solo sulla radio come compagno di viaggio.

 

Oggi, quando si discute di mobilità si pensa solo a strade larghe a più corsie, da percorrere a gran velocità e il treno è relegato a mezzo da prendere quando non se ne può fare a meno. Un mezzo usato in prevalenza da chi non può permettersi di meglio.

 

Il fenomeno sta però cambiando là dove possono essere usati i treni ad alta velocità, anche se molto più costosi. Il problema resta sulle tratte secondarie, dove i tempi di percorrenza non si comprimono e il confronto con il mezzo privato è perdente in partenza.

 

Eppure al treno dovremo ricorrere, specie per percorrenze ricorrenti, se non vogliamo che anche i nostri amati territori non si riempiano di autostrade e affollati autogrill. Spesso si taglia corto parlando di questo argomento, dicendo che è inutile discuterne perché non sussiste la compatibilità economica per il rilancio del trasporto locale. 

 

Proviamo però a fare qualche considerazione in proposito:

  • Perché la strada ferrata e la sua manutenzione sono considerate componenti da inserire nei costi di esercizio della ferrovia e la gestione delle strade non grava direttamente sui trasporti su gomma, pubblici e privati?
  • Quali sono i tassi di inquinamento pro capite del trasporto su gomma e quello su rotaia?
  • Perché un mezzo pubblico su gomma che viaggia in mezzo al traffico è gestito da una sola persona e un treno che viaggia su una sede propria e controllata ha a bordo almeno 2-3 persone di servizio anche se composto da una sola carrozza?
  • Quanto sono comparabili i costi sociali, diretti e indiretti, che derivano da incidenti stradali con quelli ferroviari?
  • Le risposte a queste domande sono talmente semplici da elaborare che è inutile elencarle.

 

Ma tutto questo ragionamento a cosa porta? Ancora una volta alle scelte politiche che vengono fatte all’interno di un contesto sociale, più o meno ampio, e alla qualità prospettica che esse esprimono. Chi si sente in grado di assumere incarichi pubblici, non dovrebbe pensare solo a se stesso e a decidere cose che accrescono immediatamente il suo gradimento, ma impegnarsi per disegnare un futuro, più o meno prossimo, che migliori complessivamente la qualità della vita e la sostenibilità.

 

Se dovessimo applicare oggi, i suddetti criteri, allora l’interesse dei nostri amministratori cambierebbe e le loro scelte si orienterebbero su una mobilità meno inquinante e frenetica, privilegiando le occasioni di vita sociale, rispetto all’isolamento individuale della mobilità privata.

 

Ebbene, oggi, dopo aver sperimentato un periodo di alto rischio pandemico, nel ripartire, si dovrebbe avere il coraggio di cambiare stili di vita, prima che sia troppo tardi. Nei trasposti, come in tanti altri comparti si può, spingendo molto sull’ammodernamento dei mezzi pubblici, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie già disponibili e pronte per essere sfruttate. Come al solito la differenza la fanno le “scelte politiche”………………
 



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